L'Arena 15 marzo 2006
Scoppia la "febbre" da palestra
C'è chi vuole tonificare i muscoli e chi punta invece solo a migliorare l'aspetto fisico. Occhio però a non esagerare con lo sforzo
Arriva primavera, i centri fitness si popolano di persone a caccia della forma perfetta
Al fitness, appiglio per la giovinezza, bisogna aggrapparsi con qualche accorgimento. Il farne ostinato abuso, seppure per esigenze da celebrità, ha letteralmente "steso" Madonna, camaleontica pop star americana, ricoverata dopo gli eccessi di palestra. Ognuno di noi può contare sulla propria razione di risorse fisiche, varcarne il limite è senz'altro rischioso.
In primavera, quando gli stimoli ambientali trascinano fuori, con i loro tepori e profumi, frotte di atleti stagionali, si diventa un po' tutti sportivi. Ancora più prudenza è debita, però, proprio per chi sbuca dal "letargo" con tutine e scarpe da ginnastica. Mentre il perseverante frequentatore di palestre, atleta per tutti i climi, che nelle gelide pause pranzo invernali si infila velocemente nei panni del ginnasta, per ritrasformarsi in lavoratore due ore dopo, gode del vantaggio dell'allenamento...........
Non per tutti, e non solo per un problema di tasche, Pilates, metodo composito, due anni di lista d'attesa. Quantomeno nell'atelier di via Adua, dove si vanta la primogenitura a Verona, "E teniamo a dire - aggiunge Andrè Levi, istruttore brasiliano di 33 anni - che rispettiamo il sistema originale. Si fanno molti adattamenti in giro che possono portare a una degenerazione del metodo. Lo stanno interpretando come una ginnastica dolce o di stretching. Ma il principio di questi esercizi è quello di potenziare".
Joseph Pilates, nato in Germania da genitori greci nel secolo scorso, asmatico e artritico fin da bambino, cerca con lo yoga e altre discipline di irrobustirsi. Inappagato, escogita e poi adatta un metodo al suo corpo malato, attingendo molto alle discipline orientali, e lo diffonde negli Stati Uniti. Ognuno ha il suo "personal training", pochissimi i corsi di gruppo.
Mary è nelle mani di Andrè. Docilmente dispone il corpo esattamente come ordinato dal maestro: un piede su qull'appoggio, le braccia in tensione sull'altro. Andrè è pignolo: quel ginocchio deve aprirsi puntando leggermente in un'altra direzione, e questo piccolo cambiamento di "rotta" a Mary costa moltissimo. "È faticoso - confessa - ma esco di qui che mi sento ricaricata". Lettini con molle, cinghie e staffe sono gli strumenti della lezione, attrezzi di produzione artigianale. Mary lascia la palestra: "Se n'è andato persino quel mal di stomaco che avevo". pilates notizie italia larena power pilates verona.
